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Il culto di San Giorgio Martire

San Giorgio Martire

Il culto di San Giorgio, cui è dedicata la chiesa parrocchiale, è antichissimo ma la figura del santo martire è avvolta nell'incertezza e nella leggenda.

Le prime notizie scritte risalgono al 496 in una Passio Georgii, ma è considerata un'opera apocrifa, ossia non autentica. Viene citato anche in altre opere di poco successive (530) dovi si narra che a Lydda in Palestina (oggi Lod, presso Tel Aviv, in Israele) sorgeva una basilica costantiniana sorta sul luogo tombale di San Giorgio e dei suoi compagni probabilmente martirizzati nel 303 all'epoca delle persecuzioni di Diocleziano. Notizie confermate in seguito anche da Antonino da Piacenza (570) e Adamnano (670).

Una prova più concreta è il ritrovamento un'epigrafe greca rinvenuta a Eraclea di Betania: riporta la data del 368 e parla della chiesa dei santi e trionfanti martiri Giorgio e compagni.

Sulle modalità di martirio si spazia tra varie ipotesi, invenzioni e legende (decapitato, ucciso a fil di spada, tagliato in due..) tali da non convalidarne alcuna con certezza.

Quel che è indiscutibile è che il culto dovette essere repentino sin da pochi anni dopo il suo martirio, tale da diffondersi in maniera capillare sia in occidente sia in oriente. Oltre a Cumignano ci sono centinaia di località dove è venerato, mentre chiese e basiliche sono sorte in molte parti del mondo cristiano. Ha dato il nome allo stato nazionale della Georgia (nel Caucaso, da dove si ritiene fosse originario) quanto allo stato federale della Georgia negli Stati Uniti. Molti ordini cavallereschi ne portano il nome, dei quali citiamo solo il più noto: quello di San Giorgio detto della Giarrettiera.

Non solo: gli ortodossi lo venerano come megalomartire (ossia come grande martire), i musulmani lo considerano un profeta.

Il nome - che deriva dal greco e significa colui che lavora la terra - è molto diffuso ancora ai tempi odierni pressoché in tutte le lingue: in Italia esiste anche nelle varianti femminili di Giorgia e Giorgina, in spagnolo e in portoghese è Jorge, Georges in francese, George in inglese, Gheorghe in rumeno, Yorick in danese, Yuri in russo...

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San Giorgio e il Drago

La vicenda di San Giorgio che uccide il Drago è una pura legenda nata in epoca medievale all'epoca delle crociate. La sua origine deriva dal ritrovamento di un effige raffigurante l'imperatore Costantino nell'atto di schiacciare col piede un drago, figura simbolo dell'inimicizia del genere umano

Il Crociati fecero del Drago un simbolo, quello del maligno sconfitto dalla fede, il demonio sconfitto da Cristo, in senso più lato l'Islam sconfitto dai Cristiani: in effetti fu Ricardo Cuor di Leone nella seconda metà del XII secolo a proclamarlo protettore di tutti i combattenti.

La fantasia popolare fece il resto: una tra le storie più note è quella che narra della presenza di un drago in uno stagno presso Silene (in Libia) che emettava un fiato pestilenziale che uccideva le persone che incontrava. Per tenerselo buono gli abitanti del luogo usavano dare in sacrificio una pecora, ma quando non ve ne furono più si passò ad un fanciullo scelto a sorte.

Quanto capitò estratta la figlia del re i sudditi si ribellarono ai tentativi del monarca di offrire il suo patrimonio e parte del regno; troppo grandi erano stati i sacrifici da loro subiti in precedenza.

Quando la giovinetta si apprestava ad avvicinarsi allo stagno capitò da quelle parti il cavaliere Giorgio che, dopo averla tranquillizzata, salì a cavallo e affrontò il Drago trafiggendolo con la lancia. Il mostro cadde ferito.

Giorgio raccomandò in seguito a quella popolazione ad una conversione nella fede di Cristo, solo in questo modo avrebbe definitivamente sconfitto il Drago: il re e i suoi sudditi si convertirono, il Drago quindi fu ucciso e trascinato fuori dalla città.

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