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I feudatari di Cumignano
Famiglia Barbò
Antica famiglia decurionale di Cremona. Nel 1576 questo ramo venne in possesso del feudo di Soresina e con diploma del 1609 ottenne il titolo marchionale da Filippo III, nella persona di Lodovico.
Il ramo comitale acquistò con Alberto, nel 1382, da Regina della Scala i luoghi di Galignano e Pumenengo. Il figlio di Alberto, Enrico, fu creato cavaliere nel 1395 da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, per il suo valore in guerra. Pietro suo figlio fu giureconsulto, lettore all'Università di Pavia e governatore di Genova.
Altri personaggi insigni della famiglia furono: Daniele (deceduto nel 1577) domenicano, insignito della dignità vescovile, molto caro a Pio V; Barnabò commissario generale degli eserciti di Lombardia e di Piemonte, membro del Consiglio Segreto, governatore di Vercelli e Giovanni, ciambellano di Ferdinando, gran duca di Toscana, decurione e giudice delle strade; Gerolamo ottennè il titolo comitale in linea primogeniale mascolina appoggiato sul feudo di Casalmorano nel 1625; Barnabò prese in moglie Maria Teresa Carrera, figlia del conte tenente maresciallo don Giacomo, castellano di Milano.
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Cabrino Fondulo
Per un breve periodo Cumignano fu possedimento di Cabrino Fondulo, controverso personaggio vissuto tra '300 e '400. Fu uomo d'armi e assassino, condottiero feroce e guerriero, tra le battaglie combattute non si può non citare quella di San Vitale (persa), proprio a pochi chilometri dal paese.
Donato di ambizione e opportunismo, persino illuminato in età più matura, visse tuttavia sempre una vita "al limite". Investito nel 1406 del titolo di "Conte di Cremona", dopo una serie di lotte vendette la città al Duca di Milano per 40.000 ducati e tenendosi il marchesato di Castelleone, borgo nel quale fece compiere molte opere pubbliche e impreziosendo la parrocchiale.
Nel 1424 il Filippo Maria Visconti, temendo che Cabrino stesse per congiurare nei suoi confronti, lo fece imprigionare e condannare a morte. Fu decapitato a Milano.
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Famiglia Stampa
Il ramo terzogenito dei conti Casati ebbe origine da Giambattista (1557). Gabrio (1701), discendente di Giambattista, ottenne nel 1771 il titolo comitale che venne poi riconfermato al figlio Agostino con diploma del 1796. Gaspare, altro figlio di Gabrio, ebbe i figli Gabrio (1798 - 1873), podestà di Milano, presidente del Governo provvisorio di Lombardia nel 1848 e presidente del Consiglio dei ministri e del Senato, e Camillo (1805 - 1869) esponente del Governo provvisorio e senatore del Regno. Da Camillo nacque Gian Alfonso che a sua volta ebbe il figlio primogenito Camillo (1877), al quale nel 1891 fu rinnovato il titolo di conte. Nel 1892 Camillo ottenne il titolo di marchese e l'autorizzazione ad aggiungere al proprio il cognome Stampa di Soncino. Il figlio di Camillo, omonimo del padre, morì suicida nel 1970 dopo aver assassinato la moglie. Anna Maria (1952), figlia di Camillo, è l'ultima discendente di questo ramo della famiglia, che con lei si estingue nella linea maschile.
Bibliografia
- Paola Bianchi, Cristina Doneda, Barbò, scheda della famiglia nel Sistema Informativo Unificato per soprintendenze archivistiche, anno 2005.
- Paola Bianchi, Cristina Doneda, Casati Stampa, scheda della famiglia nel Sistema Informativo Unificato per soprintendenze archivistiche, anno 2005.
- AA.VV., Storia del Comune, sito istituzionale di Castelleone.
- Maria Grazia Tolfo, Dizionario biografico visconteo-sforzesco, in Storia di Milano