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Leone Lodi

Leone Lodi (Soresina 1900-1974), che ha lasciato il segno anche a Cumignano, è stato uno tra i più importanti esponenti della scultura del Novecento. Leggiamo quindi alcune note biografiche.

Viene avviato fin da giovanissimo alla professione di scalpellino: già nel 1914 esercita a Milano.

Dopo la prima guerra mondiale frequenta i corsi serali dell'Accademia di Brera e della Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco conoscendo i suoi maestri: Angelo Colombo, Alfredo Sassi ed Eugenio Pellini.

Inizia a lavorare intorno agli anni Venti anche come riproduttore e sbozzatore presso gli studi di importanti scultori milanesi. Nel 1924 arriva anche il primo riconoscimento: vince il Premio Sarfatti con una "Figura muliebre", scultura in gesso e prima e vera opera autonoma.

Partecipa nel 1929 alla seconda mostra del gruppo Novecento Italiano, alla cui guida vi era Margherita Sarfatti, con un "busto di Agnoldomenico Pica". La fine degli anni Venti rappresenta l'inizio delle commissioni: inizia a lavorare ad opere destinate a palazzi di Milano; nel 1931 diviene membri della Commissione tecnico Artistica Cimiteriale di Milano e nel 1939 è nella Commissione Artistica Annuale della Permanente.

Gli anni Trenta sono caratterizzati da importanti collaborazioni con gli architetti Giuseppe Pagano, Agnoldomenico Pica, Giulio Minoletti, Eugenio Faludi. In questo decennio lavora alle opere statuarie del Palazzo della Borsa di Milano, al monumento a Giuseppe Grandi, allaEsposizione triennale di arti decorative di Milano, alla chiesa di Santa Maria del Suffragio. Lavora anche per la realizzazione di sculture per privati, tra i quali quelle per lo stabilimento di Torviscosa, su commissione del commendatore Marinotti. Nel 1937 un bassorilievo è all'Exposition Universelle di Parigi.

Altre opere degli anni Trenta riguardano i rilievi del nuovo Palazzo di Giustizia di Milano e per la nuova sede dell'Università Bocconi.

A seguito dei bombardamenti nel 1943 ritorna a Soresina: apre lo studio in via Verdi e qui inaugura la lunga serie di collaborazioni con gli enti locali e con privati che gli permetteranno di lasciare il segno della propria arte in numerosi paesi. È anche il periodo che, nell'età matura, diviene patrocinatore di iniziative culturali e Maestro per giovani talenti.

Tra le principali opere di questa seconda fase, oltre al bassorilievo della chiesa parrocchiale di Cumignano, lavora ancora per la Snia Viscosa di Marinotti e, in territorio cremonese e cremasco al Monumento ai Caduti per la Libertà di Soresina, i monumenti di San Bassano e di Madignano, il busto raffigurante Marco Gerolamo Vida a San Bassano, il Monumento ai Martiri di Cefalonia di Pizzighettone, i bassorilievi per l'Ospedale Robbiani di Soresina, per la chiesa parrocchiale di Azzanello, per la chiesa parrocchiale di Romanengo...

Muore a Soresina nel 1974.

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