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Naviglio Civico di Cremona

Cenni storici

Il Naviglio Civico presso la cascina Castelletto

Il Naviglio Civico di Cremona è derivato dal fiume Oglio in territorio di Calcio (provincia di Bergamo) ed ulteriormente impinguato da acque di fontanile lungo il suo percorso, oltre che da un consistente apporto da parte del canale Vacchelli una prima volta a Salvirola - tramite una “bretella” - e poi ancora in località Tomba Morta, presso Genivolta.

Autentica spina dorsale del territorio agricolo cremonese il Naviglio Civico eroga acqua ad una moltitudine di cavi irrigui da esso in parte o totalmente dipendenti. Alla fine del lungo tragitto le sue acque si gettano nel Po presso Cremona.

Derivato dall’adattamento di precedenti corsi d’acqua naturali per servire alla navigazione, al movimento di ruote idrauliche, al riempimento delle fosse cittadine e allo spurgo della rete fognaria di Cremona, viene documentato come navigium per la prima volta nel 1226 e poi ancora dal 1233 in avanti.

Destinato sempre più, in seguito, a soddisfare le esigenze irrigue delle campagne attraversate fu avvertita con urgenza la necessità di assicurargli un apporto idrico più consistente e, pertanto, ottenuto nel 1329 da Ludovico il Bavaro il privilegio di estrarre acqua dall’Oglio, si pose mano alla realizzazione delle opere di derivazione sub dal 1337 dando vita ad un canale e ad una rete irrigua commessa, di fondamentale importanza per lo sviluppo dell'economia cremonese, dal medioevo ai nostri giorni.

La denominazione discende dalla voce tardo latina navilium che, secondo un'accezione latino-medievale di stampo caratteristicamente settentrionale, indica anche una canale idoneo alla navigazione.

La passerella

Proprio tra Cumignano e Trigolo una passerella (el pedàgn) unisce le due rive appena a monte del Gùrch del Pedàgn o Gorgo della Cappellana. Attraverso guesta passerella attuata per accedere alle paratoie delle tre bocche di estrazione della roggia Cappellana, si può procedere verso Trigolo e Salvirola percorrendo strade campestri. Il nome deriva dalla voce dialettale pedàgn "passerella, stretto ponte", dal latino (pons) pedaneus "ponte che si percorre solo a piedi". La voce dialettale gùrch significa "gorgo, sbarramento tracimato da un corso d'acqua".

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Bibliografia

  • Valerio Ferrari e Alfredo Labadini, Toponomastica di Trigolo, Cremona, 2009.

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